Guido Ceronetti, La Stampa, 16/11/1997, 16 novembre 1997
«Della religiosità delle slot-machines testimoniano, su alcuni modelli, diversi simboli cruciformi, per non parlare della mistica dei numeri; del loro carattere erotico tutti sono oggi convinti, per il senso che assumono le fessure in cui si inseriscono le monete
«Della religiosità delle slot-machines testimoniano, su alcuni modelli, diversi simboli cruciformi, per non parlare della mistica dei numeri; del loro carattere erotico tutti sono oggi convinti, per il senso che assumono le fessure in cui si inseriscono le monete. Gli psicanalisti evocano in proposito la fase anale, come evocano la fase anale per il flipper. Si vede allora, non senza inquietudine, che la slot machine non è un semplice aggeggio per far girare dei dischi o rotolare biglie... Lungi dal dissimulare il suo umanizzarsi, adotta volentieri forme antropomorfe: alcuni modelli sottolineano la bocca vorace, la pancia pingue, e anche lo sfintere da cui scaturirà, forse, una diarrea di denaro» (Yves Hersant, La pioggia d’Oro, 1983).