M.D.C., Corriere della Sera, 11/12/1997., 11 dicembre 1997
«Cinquanta, sessanta bambini ammassati in una stanza. Hanno tutti bisogno della stessa cura. Aspettano il loro turno per la macchina dell’ossigeno
«Cinquanta, sessanta bambini ammassati in una stanza. Hanno tutti bisogno della stessa cura. Aspettano il loro turno per la macchina dell’ossigeno. Le madri si contendono il posto per i loro figli, qualcuno di loro è in condizioni gravissime. Mia sorella è lì in mezzo, alla donna accanto a lei muore il bambino tra le braccia [...] Tante madri accompagnano i loro bimbi malati perché siano scelti quelli che potranno godere di cure all’estero. Ebbene, trovano dei soldati, le fanno mettere in fila. E sorteggiano i nomi di chi potrà partire [...] Chi protesta e piange disperata, perché sa che il figlio morirà se non sarà curato, riceve calci. Solo chi è ammanicato col regime riesce a ottenere qualcosa» (Testimonianza di un profugo iracheno).