Monica Bonaccorso, Diario, 17/12/1997, 17 dicembre 1997
«Settembre 1997. E’ in prima pagina del "Corriere della Sera" la notizia. Un nuovo servizio telefonico, qualche secondo di pubblicità e un risparmio del trenta per cento alle tariffe Telecom
«Settembre 1997. E’ in prima pagina del "Corriere della Sera" la notizia. Un nuovo servizio telefonico, qualche secondo di pubblicità e un risparmio del trenta per cento alle tariffe Telecom. Una novità assoluta. Colta al volo da un italiano intraprendente, che mette su una società a Viareggio, la chiama Primosat e lancia il servizio. Chiedo informazioni. Una signora mi spiega come funziona: "Lei chiama il numero verde, ascolta uno spot di cinque secondi, poi digita il suo codice segreto, ascolta altri cinque secondi di spot e poi chiama chi desidera. Le offriamo due giorni di prova, se poi le interessa versi 45.000 lire in posta per l’attivazione del servizio". E il pagamento della bolletta? "Mensile" risponde la signorina. Così comincio. Un numero verde (9 cifre), 5 secondi di spot e di nuovo la voce che suggerisce di comporre il numero desiderato, compongo, altra voce che ringranzia e (finalmente) il collegamento. E’ un po’ meno facile e comodo di quello che sembrava dalla descrizione della signorina Primosat, comunque l’idea dello sconto mi tiene ancora agganciata. Vado in posta e pago. Scopro dopo qualche giorno che al termine di 10 minuti (per le urbane) e di 15 (per le interurbane) cade la linea. Chiamo Roma, la Commissione Affari Sociali, il Ministero della Sanità. La voce rimbomba, è lontana. "Mi scusi ma non la sento, da dove chiama?". Da Milano. Mi rispondono: "Sembra dall’altro mondo". Poi la situazione si complica. Una media di quattro tentativi a chiamata per i motivi più diversi. Una voce automatica interviene dicendo "codice non riconosciuto", oppure "il numero da lei richiesto non è autorizato" o ancora "state introducendo il codice d’accesso troppo lentamente". Comincio a innervosirmi. Io li ascolto gli spot, ma voglio telefonare , sentire e parlare. Mi domando quanti altri abbiano aderito, versato 45 mila lire e non usufruito del servizio. Solo a Milano 45 mila utenti: fa due miliardi e venticinque milioni. Negli stessi giorni arriva la prima bolletta. Così recita la mia: "Lei spende 10.490 lire più 2.098 (20% di Iva) per un totale di 12.588". Giro il foglio e scopro tre voci: spese di fatturazione, imponibile, un nuovo imponibile, una quarta voce di Iva per un totale di 19.308 lire. Veramente un gran finale. Innanzitutto la bolletta di 10.490 lire ammonta di fatto a 19.308 lire reali, esattamente l’84% in più. Non solo lo sconto è di fatto fasullo, ma i ritorni per la Primosat su Milano sembrano piuttosto consistenti: 2 milliardi e 25 milioni raccolti con l’adesione; 3 miliardi e 24 milioni l’anno per le spese di fatturazione e il ritorno dato dagli spot pubblicitari (inquantificabile). Per un servizio che non funziona, ditemi voi se è poco».