Avvenimenti, 24/12/1997, 24 dicembre 1997
«Siamo un gruppo di cittadini italiani residenti per motivi di lavoro in Albania. Ogni settimana vengono esaminate dal nostro consolato a Tirana 500 pratiche, a fronte dei 1
«Siamo un gruppo di cittadini italiani residenti per motivi di lavoro in Albania. Ogni settimana vengono esaminate dal nostro consolato a Tirana 500 pratiche, a fronte dei 1.000-1.500 richiedenti. I fortunati vengono prescelti tra coloro che si presentano per primi al sabato mattina ai cancelli della nostra Rappresentanza. Per essere tra questi, si hanno tre possibilità: a) passare la notte del venerdì sul marciapiede, b) pagare un "numerista" (la persona che fa la fila per te); c) pagare i poliziotti albanesi in servizio ai cancelli e che regolano l’afflusso. Le due uitime soluzioni costano il corrispettivo di 300-500 mila lire. Il meccanismo è adottato da mesi dal nostro Consolato nel tentativo goffo di riparare a forme di corruzione avvenute nel passato. Niente di simile avviene, per esempio, all’ambasciata greca, interessata al fenomeno immigratorio albanese con presenze quattro volte superiori all’Italia» (Enza Barnabà e altri. Lettera ad "Avvenimenti").