Giulietto Chiesa, La Stampa, 27/12/1997., 27 dicembre 1997
A proposito degli ”zainetti atomici” che, sparpagliati tra le repubbliche ex-sovietiche, potrebbero essere finiti nelle mani della mafia russa e di terroristi ceceni e arabi: «Stando ai loro paralleli americani, che vennero denominati come Sadm (Special atomic demolition munition), il più piccolo si chiamava Davy Crockett e poteva essere sparato da un piccolo mortaio a 4,5 chilometri
A proposito degli ”zainetti atomici” che, sparpagliati tra le repubbliche ex-sovietiche, potrebbero essere finiti nelle mani della mafia russa e di terroristi ceceni e arabi: «Stando ai loro paralleli americani, che vennero denominati come Sadm (Special atomic demolition munition), il più piccolo si chiamava Davy Crockett e poteva essere sparato da un piccolo mortaio a 4,5 chilometri. Le dimensioni erano 65 cm di lunghezza e diametro di 27,5 cm. La potenza variava da 0,2 a 1 chiloton (1000 tonnellate di tritolo). Ma c’era anche un vero e proprio ”zaino nucleare”, si chiamava H913 e pesava complessivamente 68 chili. Le dimensioni erano quelle di una grossa valigia: 87x65x65. Incluso il timer e il sistema d’innesco a distanza. Secondo le mie informazioni i modelli russi erano analoghi in tutto e per tutto» (Aleksej Jablokov a Giulietto Chiesa).