Carlo Mario Guerci, Il Sole-24 Ore, 28/12/1997., 28 dicembre 1997
A proposito della liberalizzazione delle telecomunicazioni, in vigore in Italia e in altri nove Paesi dell’Ue da 1 gennaio 1997: «È in atto una forma di competizione tra la telefonia fissa e quella mobile: il telefono mobile, per ora ”aggiuntivo” rispetto a quello fisso, sta diventando sempre più il telefono del futuro, anche perché le tecnologie dei cellulari di terza generazione - ad esempio il nuovo standard europeo Umts - avranno una larghezza di banda insospettata (i due megabit proprio dell’Umts) che consentirà servizi evoluti e innovativi, mentre i progressi della tecnologia radio in alta frequenza (da 24 a 28 gigahertz), che consente forti riduzioni di costi e minori tempi di realizzazione, renderanno le reti sempre più ibride
A proposito della liberalizzazione delle telecomunicazioni, in vigore in Italia e in altri nove Paesi dell’Ue da 1 gennaio 1997: «È in atto una forma di competizione tra la telefonia fissa e quella mobile: il telefono mobile, per ora ”aggiuntivo” rispetto a quello fisso, sta diventando sempre più il telefono del futuro, anche perché le tecnologie dei cellulari di terza generazione - ad esempio il nuovo standard europeo Umts - avranno una larghezza di banda insospettata (i due megabit proprio dell’Umts) che consentirà servizi evoluti e innovativi, mentre i progressi della tecnologia radio in alta frequenza (da 24 a 28 gigahertz), che consente forti riduzioni di costi e minori tempi di realizzazione, renderanno le reti sempre più ibride. Comunque, al Duemila, in Italia i ricavi della telefonia saranno di 43-45 mila miliardi di lire dei quali 32 mila miliardi di telefonia fissa, una decina di telefonia mobile e il resto di dati e internet. [...] Uno studio di International Data Corp. stima che agli inizi del Duemila Internet avrà eroso alle tradizionali compagnie telefoniche un traffico pari a 560 milioni di dollari. E secondo un altro consulente, Phillips Terrifica Ltd, una società come Telecom Italia nel 2001 perderà 161 milioni di dollari di ricavi a favore della telefonia Internet». Di quanto scenderà, comunque, la quota di mercato di Telecom Italia? Con quali tempi? E quali saranno gli utili? «La concorrenza comincerà a mordere le quote di Telecom a partire dal 1999. In prima posizione vi sarà Enel e, con la rinnovata situazione Olivetti, Infostrada. Enel potrà contare su un brand name fortemente riconosciuto da tutto il Paese, su mezzi finanziari, su una rete diffusa, su un data base eccellente. Ma dovrà segmentare molto accortamente il mercato, perché nessuno potrà aggredire l’ex monopolista frontalmente, su tutte le categorie di clienti e di servizi (territorialità, clienti business, clienti residenziali, traffico internazionale e Internet). In ogni modo sui grandi mercati del fisso non è facile convincere un cliente a cambiare fornitore: i prezzi sono facilmente imitabili e la battaglia si svolgerà principalmente sulla qualità dei servizi e su efficaci piani di Marketing, mentre la redditività dipenderà dalla capacità di comprimere i costi [...] Tentando una stima - da prendere con estrema cautela - si potrebbe azzardare che al 2002 la quota media di mercato di Telecom Italia potrebbe essere scesa all’85-88% (calcolata come quota sui ricavi totali del mercato). Se fosse così, l’apertura del mercato italiano sarebbe stata più veloce e ampia di quello inglese, spesso portato a riferimento».