Ferruccio Pinotti, Il Mondo, 31/01/1998, 31 gennaio 1998
«Diciamo le cose come stanno. L’Italia entrerà in Europa perché anche gli altri non hanno le carte in regola
«Diciamo le cose come stanno. L’Italia entrerà in Europa perché anche gli altri non hanno le carte in regola. Però, intendiamoci, l’Italia ha un debito pubblico colossale. Ci dicono il 120% del prodotto nazionale lordo: ma è molto di più. Prima di tutto perché una quindicina d’anni fa cambiarono il metodo di misurazione: quando il debito era già del 110%, mutarono i parametri e il valore scese a 90%. Inoltre in questa contabilità non figura il debito degli enti locali, che spesso dimentichiamo, e che non si sa nemmeno di quant’è. Diciamo perciò che arriviamo tranquillamente a un debito pubblico del 150% rispetto al Pil. Sicuramente quello italiano è un debito pubblico sottovalutato, sottomisurato. Su questo terreno battiamo anche il Belgio, che è il concorrente a noi più vicino» (Giovanni Sartori a Ferruccio Pinotti).