Panorama, 26/02/1998, 26 febbraio 1998
«Il titolo di Panorama n.4, ”Non ti leggo più” non rispecchia la realtà. Le prime cinque-sei pagine di ogni quotidiano, infatti, non fanno altro che riportare le notizie che il giorno prima noi, attraverso il martellamento di radio e tv, abbiamo già visto e rivisto
«Il titolo di Panorama n.4, ”Non ti leggo più” non rispecchia la realtà. Le prime cinque-sei pagine di ogni quotidiano, infatti, non fanno altro che riportare le notizie che il giorno prima noi, attraverso il martellamento di radio e tv, abbiamo già visto e rivisto. Il giornale non è più un ”venditore di notizie”. Chiamare giornalisti o cronisti i redattori dei giornali è come chiamare ”medici” i medici di famiglia: questi sono degli asettici prescrittori di farmaci e quelli degli aridi copiatori di notizie per cui vanno, e gli uni e gli altri, considerati dei comuni lavoratori dipendenti. Noi non ci precipitiamo più in edicola per le ”ultime notizie” (ma se conosciamo già quelle che saranno pubblicate l’indomani!), e compriamo, senza fretta, il giornale locale per le notizie di cronaca e le necrologie e il giornale nazionale per le pagine culturali, per le interviste, per gi articoli di fondo, per le lettere dei lettori. Io compro giornale locale e il condomino del terzo piano quello nazionale e nel pomeriggio ce li scambiamo. A leggerli siamo in otto-dieci. E quanti lettori ha il mio gommista e quanti il vinaio che ogni mattina comprano e mettono a disposizione dei loro clienti il quotidiano locale? Insomma, una cosa è leggere, altra cosa è comprare» (lettera di Santo Lauria, Siracusa, a ”Panorama”).