Dalla lettera di Filippo Focardi Corriere della Sera, 11/03/1998, 11 marzo 1998
«Pensare a quanto lavorava mio padre, sempre senza sosta, mi riempiva di disprezzo non solo per gli operai che scioperavano inutilmente, ma anche per gli impiegati e manager statali che si alzavano dalla scrivania spensierati alle cinque» (Margaret Thatcher)
«Pensare a quanto lavorava mio padre, sempre senza sosta, mi riempiva di disprezzo non solo per gli operai che scioperavano inutilmente, ma anche per gli impiegati e manager statali che si alzavano dalla scrivania spensierati alle cinque» (Margaret Thatcher).