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 1998  aprile 16 Giovedì calendario

Col voto all’australiana o, per usare un linguaggio tecnico, col sistema del voto trasferibile (attualmente in studio in Inghilterra per ”ammorbidire” l’uninominale secco) tutto il paese è diviso in collegi di circa 100 mila abitanti: agli elettori viene consegnata una scheda nella quale vanno indicati, in ordine, i tre candidati preferiti

Col voto all’australiana o, per usare un linguaggio tecnico, col sistema del voto trasferibile (attualmente in studio in Inghilterra per ”ammorbidire” l’uninominale secco) tutto il paese è diviso in collegi di circa 100 mila abitanti: agli elettori viene consegnata una scheda nella quale vanno indicati, in ordine, i tre candidati preferiti. Lo scrutinio iniziale viene fatto contando i ”primi voti” di tutte le schede valide; se nessun candidato raggiunge la maggioranza assoluta, si procede eliminando il candidato con meno ”primi voti” e si distribuiscono i ”secondi voti” di queste schede agli altri candidati rimasti in competizione. Se anche dopo questa operazione nessuno ha raggiunto il quorum, si passa a una seconda eliminazione e così via fino a raggiungere il 51%. Con questo sistema elettorale si accorpano primo e secondo turno (dove, in genere, le alleanze sono scelte non dai partiti ma dai cittadini). Unico inconveniente: le operazioni di scrutinio sono particolarmente complicate. Un sistema simile fu suggerito da Luigi Einaudi nel 1953, come alternativa al premio di maggioranza della cosiddetta legge truffa.