Michele Serra, líUnit, 30/04/1998, 30 aprile 1998
«Sul ”Corriere” di ieri, pagine della cultura, Giovanni Belardelli riesce a scrivere un intero articolo partendo da questa incredibile domanda: ma come è possibile che Fabio Mussi leggesse da giovane Silone e Koestler e nonostante questo continuasse a militare nel Pci? Desiderando illuminare (si suppone) l’ennesimo angolo oscuro della ”doppiezza comunista”, Belardelli riesce invece a esprimere come meglio non si potrebbe una concezione monodimensionale e opprimente della politica (e della vita
«Sul ”Corriere” di ieri, pagine della cultura, Giovanni Belardelli riesce a scrivere un intero articolo partendo da questa incredibile domanda: ma come è possibile che Fabio Mussi leggesse da giovane Silone e Koestler e nonostante questo continuasse a militare nel Pci? Desiderando illuminare (si suppone) l’ennesimo angolo oscuro della ”doppiezza comunista”, Belardelli riesce invece a esprimere come meglio non si potrebbe una concezione monodimensionale e opprimente della politica (e della vita...) davvero inattesa in un liberale. Che devono leggere i comunisti prima di addormentarsi, quando appoggiano i baffi finti e la terza narice sul comodino, solo Jack London e Gorky? E una persona di destra, invece, è biforcuta se ama Lorca o Amado o Brecht? Più in generale, sarà lecito godersi Céline anche se non si è antisemiti? Si potrà tenere in libreria Mishima anche se non si è giapponesi, omosessuali e pazzi? E Borges se non si è vecchi e ciechi? Si dovrà a sinistra fare solo la doccia e a destra solo il bagno, applicando alla lettera il celebre bipolarismo igienico stabilito da una vecchia e fregnissima inchiesta dell’’Espresso”? E infine: con quale coerenza Belardelli legge le interviste a Fabio Mussi, invece di attenersi solo agli editoriali di Galli della Loggia e alla rilettura dei suoi propri articoli?».