Luca Telese, Sette, 02/04/1998, 2 aprile 1998
Full Monty nel Palazzo: cosa hanno fatto i nostri politici per «sbarcare il lunario»? Qualcuno è arrivato allo strip-tease, come nel fortunato film di Peter Cattaneo che racconta la storia di un gruppo di disoccupati inglesi ridotti (quasi) alla canna del gas? ”Sette” ha chiesto a cento parlamentari di raccontare i loro (eventuali) esordi lavorativi
Full Monty nel Palazzo: cosa hanno fatto i nostri politici per «sbarcare il lunario»? Qualcuno è arrivato allo strip-tease, come nel fortunato film di Peter Cattaneo che racconta la storia di un gruppo di disoccupati inglesi ridotti (quasi) alla canna del gas? ”Sette” ha chiesto a cento parlamentari di raccontare i loro (eventuali) esordi lavorativi. Non tutti hanno qualcosa da dire. A sinistra è più facile incontrare curriculum senza sorprese (università, professioni, carriera di partito). Per trovare ricordi di mestieri precari bisogna cercare soprattutto a Destra e nella Lega. Alessandra Mussolini (An): «Lavavo pipette nel laboratorio di Patologia dell’università: 200.000 lire al mese. Poi, cantante. Ricordo un festival a Tokyo, 1988: concerto alle sei del mattino, 15.000 persone. Ho dovuto cantare in giapponese, mi ero scritta la pronuncia direttamente in italiano». Edo Ronchi (ministro, Verdi): «Insegnante di Scuola guida. Per pagarmi la prima campagna elettorale, ho venduto lombrichi». Elena Montecchi (sottosegretario, Pds): «Organizzavo concerti rock» (King Crimson e Roxy Music). Antonio Mazzocchi (An): «Comparsa in molti film di genere, per 10.000 lire. Titoli? Maciste, 1961. In Elena di Troia dicevo anche una battuta: in quel caso pagavano 15.000». Mirko Tremaglia (An): «Ho venduto libri (15 lire di guadagno a copia), poi assicurazioni. Nel ’46 il colpo di fortuna: ebbi la concessione dei primissimi tubi al neon». Pierpaolo Cento (Verdi): «Vendevo abbonamenti Aci al parcheggio di Piazza del Popolo a Roma». Francesco Storace (An): «Pittore di pubblicità sui camion per un’azienda che si chiamava Liberati». Giuseppe Giulietti (Pds): «Palleggiatore di tennis». Gianfranco Rotondi (Cdu per l’Udr): «Ho fondato una ditta di pony, l’Avellino express, fallita». Alessandro Meluzzi (Udr): «Giravo per le campagne, ingaggiato dalla Soprintendenza alle Belle Arti, per schedare gli arredi sacri». Antonio Rastrelli (An): «Nel ’46 feci il controllore in un magazzino del porto di Napoli». Mauro Zani (Pds): «Nel ’69 operaio specializzato nella lucidatura dei metalli: dopo 15 mesi da bersagliere, funzionario di partito». Furio Colombo (Pds): «Sceneggiatore di fumetti per l’’Avventuroso”. La mia passione erano gli intrecci esotici alla Salgari». Modesto della Rosa (Polo): «Venditore ambulante di scarpe». Ugo Boghetta (Rifondazione): «Conciatore per la Romagna Pelli. Fortuna che sono entrato alle Fs». Stefano Morselli (An): «Scaricatore al mercato ortofrutticolo». Stefano Signorini (Lega): «Operaio in una fabbrica di mangimi». Tiziana Valpiana (Rifondazione): «Inscatolavo pandori alla Bauli». Mario Borghezio (Lega): «Commerciavo in francobolli». Ernesto Caccavale (Fi): «Arbitro interregionale: con le amichevoli, in un anno, tiravo su un milione».