Aldo Baquis, La Stampa, 01/05/1998, 1 maggio 1998
A Tel Aviv «in seguito alle minacce di tre partiti confessionali di abbattere il governo Netanyau, il capo dello Stato Ezer Weizman è stato costretto ieri a tralasciare alcuni impegni di protocollo per tentare una mediazione dell’ultimo minuto sulla lunghezza dei mutandoni che in serata avrebbero indossato i ballerini del complesso Bat-Sheba nella serata di gala ”Battiti del Giubileo”
A Tel Aviv «in seguito alle minacce di tre partiti confessionali di abbattere il governo Netanyau, il capo dello Stato Ezer Weizman è stato costretto ieri a tralasciare alcuni impegni di protocollo per tentare una mediazione dell’ultimo minuto sulla lunghezza dei mutandoni che in serata avrebbero indossato i ballerini del complesso Bat-Sheba nella serata di gala ”Battiti del Giubileo”. I rabbini trovavano infatti ”osceno e ripugnante” il fatto che il complesso si privasse di buona parte degli indumenti al ritmo di un canto rituale ebraico. Weizman ha dunque convocato il direttore artistico del complesso Ohad Naharin e, per carità di patria, gli ha imposto di allungare le tute. Naharin - che con Bat Sheba si è esibito in tutto il mondo - è trasecolato: ha annunciato che avrebbe assecondato il volere del presidente ma si sarebbe dimesso. In segno di protesta contro i rabbini, il vicepremier Rafael Eitan ha lasciato lo stadio e ha fatto ritorno a casa. Alla fine, dopo le trattative convulse dietro le quinte, lo spettacolo è stato annulllato».