Aldo Grasso, Corriere della Sera, 19/05/1998, 19 maggio 1998
«Conformista è quel conduttore che fa precedere ogni parola dal prefisso euro e ostenta una speciale colleganza coi Rutelli-Palombelli; è quell’ex rivoluzionario che ha combattuto il potere per gustarlo ora come una Nutella; è quell’amministratore che, appena arrivato al comando di un ufficio, ordisce trame umoristiche e cene ciniche per mantenervisi
«Conformista è quel conduttore che fa precedere ogni parola dal prefisso euro e ostenta una speciale colleganza coi Rutelli-Palombelli; è quell’ex rivoluzionario che ha combattuto il potere per gustarlo ora come una Nutella; è quell’amministratore che, appena arrivato al comando di un ufficio, ordisce trame umoristiche e cene ciniche per mantenervisi. Il tutto, naturalmente, in nome di una sinistra elegante e benestante. Sì, perché il conformismo è la peggiore delle retoriche ma il conformismo ulivista ha una tonalità comica che lo fa stingere nelle imposizioni modaiole piuttosto che nella pavidità. Tutti kennediani, tutti ciclisti della domenica, tutti normalisti, tutti economisti, tutti europeisti, tutti a chiedere all’altro di dire ”qualcosa di sinistra” [...] Il conformista del politicamente corretto. Quelli che parlano male della tv in nome di Popper. Quelli che partecipano ai convegni organizzati da Raisat. Quelli che ci vanno con la moglie. Quelli che cedono a Bruno Vespa e fanno buon viso al Tapiro d’oro».