Pietro Treccagnoli, Il Mattino, 04/06/1998, 4 giugno 1998
«In un videogioco non è importante l’odio, ma la volontà di annientare. Parola degli insospettabili autori Disney
«In un videogioco non è importante l’odio, ma la volontà di annientare. Parola degli insospettabili autori Disney. Andate a rivedere la versione in carne e ossa della Carica dei 101 di Stephen Herek (quello con l’impareggiabile Glenn Close nei panni di Crudelia) e capirete anche il successo del contestatissimo videogioco per playstation della Virgin, ”Resident Evil 2” che ammannisce ai cattivissimi bambini un esercizio di virtuosismo di pulsanti a base di disgustosi zombi. Nulla di nuovo nel mondo dei giochi, dei fumetti e anche della letteratura (non solo pulp). Ma basta meno per scatenare i soliti censori. Che magari potrebbero avere ragione nel merito, ma brandiscono l’arma sempre perdente della censura preventiva. Risultato? Ieri la Virgin ha comprato un paginone di un quotidiano per ringraziare. ”Morti viventi battono viventi morti centomila a zero” è lo slogan che ricorda il numero di copie del gioco vendute in pochissimi giorni grazie alla pubblicità involontaria fatta dai custodi dell’ortodossa e patinata infanzia».