Michele Serra, líUnit, 10/06/1998, 10 giugno 1998
«Un bel memento mori sulle bottiglie di vino (proposta di legge). E una bella penalizzazione dei baci leggeri, quelli sulla guancia, equiparati alla molestia sessuale (sentenza della Cassazione)
«Un bel memento mori sulle bottiglie di vino (proposta di legge). E una bella penalizzazione dei baci leggeri, quelli sulla guancia, equiparati alla molestia sessuale (sentenza della Cassazione). Mi viene in mente una vecchia battuta di Danny Kaye: ”Stasera, quando tornate a casa, guidate sul marciapiede. Perché in mezzo alla strada succedono sempre un sacco di incidenti”. La cultura dell’autotutela, della sicurezza, del benessere, genera sempre più spesso piccoli mostri. Rischiamo di assomigliare tutti, di questo passo, a quei salotti o sedili di auto conservati sotto cellophan per non rovinarli: orribili simulacri d’avarizia. La vita come una malattia non contratta, come una candela da non accendere mai per non consumarla - come se una candela mai accesa fosse davvero una candela. Dicono che sia il narcisismo, l’egosimo, l’individualismo a dilatare fino alla paranoia l’ossessione dell’eterna giovinezza. Ma che narciso, che egoista, che individualista è colui che sterilizza a oltranza la propria vita, e si circonda di divieti, di polizze, di diete? Che godimento c’è nel non consumarsi? Che sia semplicemente, questo ipersalutismo, l’ultimo cascame dell’antichissima arte umana di mortificarsi (stare schisci, si dice a Milano) per non dispiacere agli dei.