La Stampa-Tuttolibri, 11/06/1998, 11 giugno 1998
«Sembra una balla ma all’epoca (anni Cinquanta) era impossibile segnare il punto del rigore una volta per sempre
«Sembra una balla ma all’epoca (anni Cinquanta) era impossibile segnare il punto del rigore una volta per sempre. Lo sai perché? L’erba quasi non cresceva e la calce si cancellava con la rugiada. A ogni partita il ”canchero” (quello che tiene in ordine il campo, ma non so come lo chiamano oggi, che hanno la pubblicità pure sui calzettoni) doveva ridipingere tutto da capo. chiaro, l’arbitro misurava gli undici metri facendo dodici passi né troppo lunghi né troppo corti. Non puoi immaginarti come erano emozionanti quei passi! Altro che Gary Cooper in Mezzogiorno di fuoco! Il portiere protestava perché i passi erano troppo corti, quello che doveva battere il rigore perché erano troppo lunghi» (Osvaldo Suriano, Fùtbol, Einaudi).