Mario Bernardi, La Stampa-Tuttoscienze, 24/06/1998, 24 giugno 1998
«La scioltezza di una mosca che atterra su un soffitto ha generato per molto tempo controversie tra gli entomologi e gli ingegneri aeronautici [
«La scioltezza di una mosca che atterra su un soffitto ha generato per molto tempo controversie tra gli entomologi e gli ingegneri aeronautici [...] Le argomentazioni per spiegare l’elusiva sequenza acrobatica della comune Musca Domestica si incentrano sulle due familiari manovre in grado di mettere un aereo a pancia in su: il mezzo ”looping” (rotazione attorno all’asse orizzontale, più comunemente noto come ”giro della morte”) e il mezzo ”tonneau” (rotazione attorno all’asse longitudinale dell’aereo). [...] Nessuno in effetti capiva come faccia una mosca ad atterrare a gambe in alto sul soffitto. Fino dal 1945 [...] un tecnico della Kodak concluse che, con le riserve dovute ai limiti delle sue fotografie, la mosca effettuava l’atterraggio con un mezzo tonneau finendo per posarsi lievemente angolata rispetto all’asse del moto. Gli ingegneri aeronautici avvalorarono questa teoria e misero alle corde i sostenitori dell’atterraggio col mezzo looping sostenendo che questa manovra, data l’alta velocità di esecuzione e il piccolissimo raggio della traiettoria, avrebbe imposto eccessivi carichi dinamici sulle ali della mosca provocandone il collasso strutturale. Reagendo a questo colpo i sostenitori del mezzo looping addolcirono le loro posizioni proponendo, come ipotesi di compromesso, che le mosche lente atterrassero con un mezzo looping e quelle veloci con un mezzo tonneau [...]. Sta di fatto che lo scienziato americano William G. Hyzer fin dagli anni 60 si impose di scoprire il segreto delle mosche. Utilizzando un dispositivo in grado di realizzare 9.600 fotogrammi al secondo [...] fece vedere che le mosche salivano quasi verticalmente con tutte le sei zampe distese e con quelle anteriori protese verso l’alto. Le due zampe anteriori assorbivano líimpatto [...] A questo istante, facendo perno attorno al punto di presa, la mosca era in grado di far ruotare in alto gli altri quattro piedi portandoli a contatto col soffitto. La velocità d’avvicinamento fu stimata nell’ordine di 25 centimetri al secondo, la quantità di moto all’impatto fu valutata nell’ordine di mezzo grammo-centimetro/secondo».