Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1998  giugno 30 Martedì calendario

Il Commissario Ue alla Concorrenza Karel Van Miert avvierà nei prossimi giorni un’inchiesta formale nei confronti delle Poste italiane per illeciti aiuti di Stato (beneficerebbero di oltre 5mila miliardi di lire all’anno)

Il Commissario Ue alla Concorrenza Karel Van Miert avvierà nei prossimi giorni un’inchiesta formale nei confronti delle Poste italiane per illeciti aiuti di Stato (beneficerebbero di oltre 5mila miliardi di lire all’anno). Obiettivo delle indagini: identificare la destinazione degli aiuti pubblici e verificare che essi servano solo a finanziare un vero piano di ristrutturazione della Spa. Sei i punti sui quali Van Miert ha dei sospetti: 1) le Poste rivendicano dallo Stato 800 miliardi all’anno come rimborso dei costi del servizio universale (lettere, raccomandate e pacchi fino a 20 chilogrammi) 400 dei quali deriverebbero dall’obbligo di tenere aperti gli uffici postali in perdita (il 15% del totale), 300 dalle agevolazioni concesse all’editoria, 100 dai costi elettorali. Secondo Van Miert non andrebbero rimborsate le perdite derivanti dalla concorrenza del settore privato e le poste dovrebbero utilizzare i 700 miliardi di profitti fatti nell’ultimo anno per colmare questi dissesti; 2) ci sono dubbi sugli oltre 5mila miliardi l’anno versati dal Tesoro all’Ente per i servizi di raccolta del risparmio (le poste pagano un interesse molto basso, circa l’1,5 per cento contro il 3,5 - 4% del mercato); 3) lo Stato eroga ogni anno tremila miliardi di sostegno agli investimenti che potrebbero servire per danneggiare la concorrenza; 4) non si sa perché, ogni anno il Tesoro rimborsa 400 miliardi per vecchi mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti; 5) non è chiara la ragione per la quale lo Stato ha versato all’ente 3mila miliardi per la trasformazione in Spa; 6) infine c’è più di un dubbio sulla legittimità dell’esenzione dalla tassa patrimoniale sulla società (50 miliardi).