La Stampa, 30/06/1998, 30 giugno 1998
«Per scendere sul terreno pratico dirò che nel 1995, a fronte di una domanda di riscatto degli anni del corso legale di laurea l’Inps richiese il versamento di lire 29
«Per scendere sul terreno pratico dirò che nel 1995, a fronte di una domanda di riscatto degli anni del corso legale di laurea l’Inps richiese il versamento di lire 29.887.247 in unica soluzione ovvero il versamento di altre lire 7.835.233 di interessi per una rateazione in 36 rate mensili. Il tasso applicato fu del 10% (allora legale). Ora che il tasso legale è sceso al 5% non sarebbe equo che l’Inps (e gli altri) rivedessero ”un attimino” (come si dice) il ”piano di ammortamento” per le rate ancora da versare (e sono e/o possono essere ancora tante) riduncendo equamente il ”dovuto”? Si tratta di Enti pubblici che non hanno rischi di mercato da affrontare (infatti se si tralascia di pagare anche una sola rata non si prenderà più nulla) né lucri da perseguire, come succede per le banche. Azzarderei che si possa trattare di ”illecito arricchimento”» (lettera di Luigi Lavia, a ”La Stampa”).