F.Sf., Il Messaggero, 16/07/1998, 16 luglio 1998
Membri dell’accademia della Crusca, dell’enciclopedia Treccani e dell’Università di Bologna non riescono ad accordarsi sull’etimologia dell’espressione gergale «che fico»
Membri dell’accademia della Crusca, dell’enciclopedia Treccani e dell’Università di Bologna non riescono ad accordarsi sull’etimologia dell’espressione gergale «che fico». Secondo alcuni deriva dall’omonimo frutto; il saggista e docente universitario Michele Loporcaro (che ha ricevuto l’approvazione della Crusca) sostiene che l’origine è da rintracciare nel romanesco ”ficaccio” (in particolare nell’uso che ne fece il poeta Giuseppe Gioacchino Belli); Fabio Marri, docente dell’Università di Bologna, e Aldo Duro, direttore della Treccani, ritengono che l’espressione vada ricondotta «al corrispettivo femminile fica, considerata come cosa bella e desiderabile».