Federico Fubini, il Giornale, 24/07/1998; Marco Esposito, la Repubblica, 25/07/1998, 24 luglio 1998
Gian Mario Rossignolo, presidente di Telecom, è andato a Bruxelles a sollecitare da parte del commissario Ue per la Concorrenza Karel Van Miert l’instaurazone di una procedura d’infrazione per l’Italia
Gian Mario Rossignolo, presidente di Telecom, è andato a Bruxelles a sollecitare da parte del commissario Ue per la Concorrenza Karel Van Miert l’instaurazone di una procedura d’infrazione per l’Italia. Motivo: violazione delle direttive comunitarie di liberalizzazione delle telecomunicazioni. Risultato finale della procedura d’infrazione sollecitata da Rossignolo: le telefonate urbane costeranno di più. Una legge comunitaria, a cui l’Italia dovrà adeguarsi entro il 1999, stabilisce che la bolletta deve essere proporzionata ai costi del servizio (che dunque non possono essere politici). In Italia la Telecom si finanzia con le chiamate interurbane e tiene troppo basse - secondo quello che sostengono Rossignolo e Van Miert - le tariffe degli altri servizi. Ne consegue una perdita di 800 milardi all’anno. Col riequilibrio delle tariffe aumenterà anche il canone bimestrale e si pagheranno di meno invece le chiamate in teleselezione. La concorrenza con altri gestori, che non avranno la possibilità come Telecom di praticare tariffe di favore, sarà garantita. Intanto Telecom ha presentato il listino per l’interconnessione, cioè la cifra che i concorrenti dovranno pagare per adoperare la sua rete. Questo listino però supera i limiti stabiliti da Bruxelles. Le tariffe sarebbero alte a causa di costi impropri, come il canone di concessione, che pesa sul listino per l’11%.