Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1998  agosto 13 Giovedì calendario

Massimo Riva ha scritto sull’ ”Espresso” che non è giusto in definitiva far votare gli italiani all’estero se questi non pagano le tasse in Italia: chi paga le tasse in un altro Stato come potrebbe «contribuire a decidere il livello di prelievo fiscale sui redditi prodotti in Italia, ovvero sul versante della spesa, a stabilire il tenore delle prestazioni garantite dal sevizio sanitario nazionale ai residenti»? Nel ragionamento di Riva, il «no taxation without representation», fondamento della democrazia parlamentare, va oggi rovesciato in «no representation without taxation»

Massimo Riva ha scritto sull’ ”Espresso” che non è giusto in definitiva far votare gli italiani all’estero se questi non pagano le tasse in Italia: chi paga le tasse in un altro Stato come potrebbe «contribuire a decidere il livello di prelievo fiscale sui redditi prodotti in Italia, ovvero sul versante della spesa, a stabilire il tenore delle prestazioni garantite dal sevizio sanitario nazionale ai residenti»? Nel ragionamento di Riva, il «no taxation without representation», fondamento della democrazia parlamentare, va oggi rovesciato in «no representation without taxation».