e. st., La Stampa, 21/08/1998, 21 agosto 1998
In Cina le inondazioni provocate dallo straripamento dei fiumi, alimentati da abbondantissime piogge, costringono da settimane alla fuga decine di migliaia di persone
In Cina le inondazioni provocate dallo straripamento dei fiumi, alimentati da abbondantissime piogge, costringono da settimane alla fuga decine di migliaia di persone. Lo Yangtze, il Fiume azzurro, ha raggiunto i livelli più alti da 44 anni a questa parte. I morti sono già più di duemila. Fra le cause del disastro le dighe fatte di «formaggio di soja» di cui parla il premier Zhu Rongji ed il continuo abbattimento di alberi nella parte alta dei fiumi (quest’anno 300mila nella sola provincia del Sichuan). Il fiume Nen ha sommerso 1200 pozzi di petrolio del giacimento di Daqing, in altri 527 è stata fermata la produzione. In previsione di una nuova ondata di piena, migliaia di soldati lavorano per rafforzare i 280 chilometri di argini nei pressi del giacimento. «Il controllo delle inondazioni dello Yangtze ci ha obbligato alla maggiore mobilitazione militare da quando è finita la guerra di liberazione nel 1949» (Zhang Wanniang, vicepresidente della Commissione militare).