Giovanna Grassi, Corriere della Sera, 21 e 22/08/1998; s. n. La Stampa, 22/08/1998, 22 agosto 1998
Gli oltre 300 doppiatori italiani scioperano dal 13 luglio per ottenere un contratto di lavoro (esistono solo accordi con le società committenti, l’accordo nazionale stipulato nel 1989 è scaduto nel ’95) e un aumento da 91mila a 115 mila lire del compenso per ogni turno di tre ore
Gli oltre 300 doppiatori italiani scioperano dal 13 luglio per ottenere un contratto di lavoro (esistono solo accordi con le società committenti, l’accordo nazionale stipulato nel 1989 è scaduto nel ’95) e un aumento da 91mila a 115 mila lire del compenso per ogni turno di tre ore . Pagati con una tariffa a riga che oscilla tra le 2.500 lire (per un film) e le 1.800 lire (per una soap opera) ed un gettone di presenza ogni volta che entrano in sala di doppiaggio, i doppiatori guadagnano in media 15 milioni l’anno. Le voci note possono permettersi una trattativa privata fuori mercato: per doppiare Woody Allen, Oreste Lionello ottenne qualche anno fa 40 milioni, Giancarlo Giannini ricevette 50 milioni per dare la voce ad Al Pacino nel remake di Profumo di donna. Il doppiaggio di un film americano da 50 miliardi costa in media 50 milioni e richiede 50 turni. Se lo sciopero continuerà, rimarranno bloccati Saving Private Ryan di Spielberg (il lancio era previsto per il 3 ottobre), The Perfect Murder con Michael Douglas e Gwyneth Paltrow, il Principe d’Egitto, tratto dalla serie televisiva ”X-Files”, La maschera di Zorro con Antonio Banderas, Ronin con Robert De Niro, La leggenda del pianista sull’Oceano di Tornatore, serie televisive come ”Beautiful”, ”Quell’uragano di papà” e ”Texas Ranger”.