Romeo Bassoli e Eva Benelli, líEspresso, 10/09/1998, 10 settembre 1998
Dati Unfpa sui progressi nei paesi in via di sviluppo: negli ultimi trent’anni l’uso di contraccettivi è quintuplicato (li adoperano il 60 per cento delle donne sposate); a Gaza e in Egitto la differenza della fecondità tra donne istruite e non è del 30 per cento, in Marocco del 54 per cento (da uno studio di Youssef Courbage, direttore di ricerca all’Istituto nazionale di studi demografici di Parigi)
Dati Unfpa sui progressi nei paesi in via di sviluppo: negli ultimi trent’anni l’uso di contraccettivi è quintuplicato (li adoperano il 60 per cento delle donne sposate); a Gaza e in Egitto la differenza della fecondità tra donne istruite e non è del 30 per cento, in Marocco del 54 per cento (da uno studio di Youssef Courbage, direttore di ricerca all’Istituto nazionale di studi demografici di Parigi). "Temo che quel miliardo di giovani in età da lavoro che vivranno nei Paesi in via di sviluppo diventeranno sempre di più un miliardo di potenziali emigranti verso i paesi ricchi " (Giancarlo Blangiardo,direttore del Dipartimento di Statistica dell ’Università di Milano). Tuttavia proprio le migrazioni possono far abbassare la fecondità nei paesi più popolati: "Gli studi condotti in Italia dicono che la fertilità delle donne immigrate, provenienti da paesi ad alta natalità, diminuisce rapidamente a due figli. Nel giro di una generazione i comportamenti demografici della popolazione locale vengono assimilati. Non è tutto: attraverso le catene migratorie, questi comportamenti vengono poi reimportati nei Paesi d’origine" (Eugenio Sonnino).