Luigi DellíAglio, Il Sole-24 Ore, 31/08/1998, 31 agosto 1998
Ricercatori dell’università del Texas e della Geron di Menlo Park in California hanno fatto una scoperta che potrebbe far superare alla vita umana il ”limite di Hayflick”, dal nome del biologo che nel 1965 dimostrò come le cellule umane, messe in coltura, possano dividersi al massimo 50 volte
Ricercatori dell’università del Texas e della Geron di Menlo Park in California hanno fatto una scoperta che potrebbe far superare alla vita umana il ”limite di Hayflick”, dal nome del biologo che nel 1965 dimostrò come le cellule umane, messe in coltura, possano dividersi al massimo 50 volte. Secondo le ricerche stanunitensi la cellula muore a causa del deterioramento dei telomeri, che a loro volta sono attivati da un enzima, la telomerasi. Woodring Wright e Jerry Shay hanno trovato il gene che produce questo enzima, l’hanno clonato e trapiantato in cellule umane in fase di invecchiamento e queste hanno cominciato a replicarsi e dividersi fino a 90 volte. Ora l’ingegneria genetica promette decine di anni di vita in più e ne garantisce la qualità.