Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1998  agosto 31 Lunedì calendario

Ricercatori dell’università del Texas e della Geron di Menlo Park in California hanno fatto una scoperta che potrebbe far superare alla vita umana il ”limite di Hayflick”, dal nome del biologo che nel 1965 dimostrò come le cellule umane, messe in coltura, possano dividersi al massimo 50 volte

Ricercatori dell’università del Texas e della Geron di Menlo Park in California hanno fatto una scoperta che potrebbe far superare alla vita umana il ”limite di Hayflick”, dal nome del biologo che nel 1965 dimostrò come le cellule umane, messe in coltura, possano dividersi al massimo 50 volte. Secondo le ricerche stanunitensi la cellula muore a causa del deterioramento dei telomeri, che a loro volta sono attivati da un enzima, la telomerasi. Woodring Wright e Jerry Shay hanno trovato il gene che produce questo enzima, l’hanno clonato e trapiantato in cellule umane in fase di invecchiamento e queste hanno cominciato a replicarsi e dividersi fino a 90 volte. Ora l’ingegneria genetica promette decine di anni di vita in più e ne garantisce la qualità.