Massimo Riva, la Repubblica 25/09/1998, 25 settembre 1998
Secondo il finanziere George Soros le crisi, conclamate in Asia e in Russia e latenti in America Latina, mostrano che i mercati finanziari si muovono come una «palla da demolizione» che colpisce un’economia dopo l’altra, senza risparmiare i paesi più ricchi
Secondo il finanziere George Soros le crisi, conclamate in Asia e in Russia e latenti in America Latina, mostrano che i mercati finanziari si muovono come una «palla da demolizione» che colpisce un’economia dopo l’altra, senza risparmiare i paesi più ricchi. Il sistema bancario internazionale per reggere il contraccolpo di sofferenze così diffuse dovrà ricorrere ad una stretta globale del credito con effetti recessivi generali. La Malaysia, Hong Kong e gli altri paesi che stanno imboccando la strada dell’interventismo protezionista, porteranno, se imitati, alla fine del mercato capitalistico mondiale. Lo scorso anno, prima che si cominciasse a parlare di crisi asiatica, Soros sollecitò «una regolamentazione dei mercati internazionali» e invitò le tre maggiori banche centrali (americana, tedesca e giapponese) a intervenire per contenere la speculazione.