Alberto Costa, Corriere della Sera 08/10/1998, 8 ottobre 1998
L’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani preferisce il progetto dell’Eurolega sostenuto da Media Partners alla riforma della Champions League annunciata dall’Uefa perché quest’ultima, oltre a riconoscere premi uguali per tutte le squadre in base ai punti ottenuti nella prima fase e al superamento dei turni successivi («con questo sistema alle piccole squadre basta vincere una partita per sistemare il bilancio annuale, mentre i grandi club con una vittoria pagano a stento un giocatore»), distribuisce tra le squadre che prendono parte alla Champions League il 50 per cento delle entrate, contro l’85 per cento garantito, tramite una grande banca americana, da Media Partners
L’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani preferisce il progetto dell’Eurolega sostenuto da Media Partners alla riforma della Champions League annunciata dall’Uefa perché quest’ultima, oltre a riconoscere premi uguali per tutte le squadre in base ai punti ottenuti nella prima fase e al superamento dei turni successivi («con questo sistema alle piccole squadre basta vincere una partita per sistemare il bilancio annuale, mentre i grandi club con una vittoria pagano a stento un giocatore»), distribuisce tra le squadre che prendono parte alla Champions League il 50 per cento delle entrate, contro l’85 per cento garantito, tramite una grande banca americana, da Media Partners.