la Repubblica 13/10/1998, 13 ottobre 1998
Francesco D’Onofrio, 60 anni, vive solo con mamma Filomena, 87 anni. Lui la chiama ”mulo, muletto”, lei lo chiama ”gnocco”, gli lava le camicie a mano («così sono più belle»), lo sveglia la mattina portandogli a letto un bicchiere d’acqua e il caffè, gli fa da segretaria (a casa non ha aiuti perché «la casa di un politico deve essere libera da qualsiasi insinuazione»)
Francesco D’Onofrio, 60 anni, vive solo con mamma Filomena, 87 anni. Lui la chiama ”mulo, muletto”, lei lo chiama ”gnocco”, gli lava le camicie a mano («così sono più belle»), lo sveglia la mattina portandogli a letto un bicchiere d’acqua e il caffè, gli fa da segretaria (a casa non ha aiuti perché «la casa di un politico deve essere libera da qualsiasi insinuazione»). «Se invece di stare così bene fossi stata una mamma di 87 anni malandata, Francesco avrebbe cercato fuori quello che gli ho sempre dato: la possibilità di non avere pensieri per quanto riguarda la casa e di poter contare su un rifugio sicuro dopo una giornata di lavoro [...] Non potremmo vivere lontani. Quando esce, al mattino, lo abbraccio, lo bacio... Lui viaggia molto, spesso non c’è. Ma io lo so: quando torna a casa si sente più sicuro, più sereno, perché sente la tenerezza della mamma».