m.e., la Repubblica 13/10/1998, 13 ottobre 1998
Il nuovo contratto dei 950 dirigenti delle Ferrovie dello Stato (sarà firmato a breve), prevede la possibilità di licenziamento per necessità aziendali e non più solo per «giustificato motivo soggettivo» (colpa grave del dipendente)
Il nuovo contratto dei 950 dirigenti delle Ferrovie dello Stato (sarà firmato a breve), prevede la possibilità di licenziamento per necessità aziendali e non più solo per «giustificato motivo soggettivo» (colpa grave del dipendente). I manager avranno però maggiori garanzie economiche: il periodo di preavviso, che nell’industria è di 12 mesi, nelle Fs sarà di 16, il che vuol dire un 33 per cento in più d’indennità (il periodo temporale viene quasi sempre monetizzato). Il contratto prevede anche aumenti sulla paga base, che per i dirigenti Fs mancavano dal 1993. L’importo esatto è oggetto di trattative: la cifra lorda dovrebbe essere di circa 6-700 mila lire mensili, in parte retroattive al primo gennaio 1998 e in parte in vigore dal primo gennaio 1999. Per coprire i mancati aumenti del 1996 e 1997 è prevista un’una tantum. Il contratto sarà firmato soltanto da uno dei due sindacati dei dirigenti ferroviari, l’Assidifer-Fndai, che conta oltre 500 iscritti. I dirigenti delle Fs guadagnano in media 160 milioni l’anno, con un minimo di 96 e un massimo di mezzo miliardo. Centosessanta dei 950 manager sono al di sopra dei 190 milioni lordi annui.