Attilio Bolzoni, la Repubblica 14/10/1998, 14 ottobre 1998
I salari della ”manovalanza” mafiosa catanese sarebbero passati da un milione a 500 mila lire al mese
I salari della ”manovalanza” mafiosa catanese sarebbero passati da un milione a 500 mila lire al mese. Il pentito Tano Vinciguerra: «Noi prima prendevamo tutti uno stipendio di 1 milione o 1 milione e 200 mila, ma allora le cose andavano per il verso giusto. Poi sono arrivati i problemi... Prima ci davano 800 mila lire al mese, poi 700 mila, poi ancora 500 mila...». Nel 1997 la Mafia di Catania ha perso 443 miliardi in sequestri giudiziari. La crisi di liquidità in alcuni casi ha provocato collaborazioni: diminuiscono i soldi da mandare in carcere ai detenuti e quelli per pagare gli avvocati e per assistere i familiari dei picciotti. Nei primi nove mesi del 1998 i carabinieri del Comando Provinciale di Catania hanno arrestato 1.180 uomini (altri 8.226 sono stati denunciati a piede libero). Il cavaliere Francesco Alioto, proprietario di un ristorante sugli scogli neri di Ognina: «La Città è alla fame, c’è scompiglio, l’economia rasa al suolo... Siccome l’Italia è il paese dei condoni, la soluzione per Catania c’è: far uscire Santapaola dal carcere e tutto ritornerebbe come prima». Dieci anni fa il boss Nitto Santapaola aveva concessionarie di auto, gioiellerie, night club, ditte di trasporti, fabbriche di camicie, imprese edili, quote di supermercati e società che controllavano agenzie di pompe funebri.