Massimo Lopes Pegna, La Gazzetta dello Sport, 15/10/1998; Antonio Volpe Pasini, Tuttosport 15/10/1998; Vittorio Zucconi, la Repubblica 16/10/1998, 15 ottobre 1998
I proprietari delle squadre di basket della Nba, dopo aver cancellato le partite di precampionato, terranno chiuse le arene fino a quando i giocatori non accetteranno un tetto salariale
I proprietari delle squadre di basket della Nba, dopo aver cancellato le partite di precampionato, terranno chiuse le arene fino a quando i giocatori non accetteranno un tetto salariale. I 3 mila miliardi di introiti a stagione fanno chiudere in nero solo metà dei bilanci delle società, che versano agli atleti più del 50 per cento dei 200 miliardi incassati tra diritti tv, botteghino, abbonamenti e gadget. In 51 anni di storia e 35.001 partite la Nba non si era mai fermata. Il sindacato giocatori ha proposto una luxury tax del 50 per cento sugli stipendi superiori a 18 milioni di dollari (28,8 miliardi lire, gli introiti verrebbero ridistribuiti fra le squadre con minori possibilità economiche), e una riduzione del tetto salariale qualora gli stipendi assorbissero più del 63 per cento delle entrate complessive. Il giudice d’arbitrato John Feerick deciderà se gli atleti debbano essere pagati durante la serrata (la Nba è già pronta a ricorrere in appello). Michael Jordan: «Noi siamo lo sport». Il segretario della Nba David Stern: «Voi siete grandi perché noi abbiamo fatto dello sport un business mondiale».