Giulietto Chiesa, La Stampa 23/10/1998, 23 ottobre 1998
Roman Seriodkin, 18 anni, soldato di leva in Siberia a digiuno da parecchi giorni, ha ucciso il commilitone che gli bloccava l’accesso alla mensa della caserma, è poi entrato, ha mangiato a sazietà e infine si è tolto la vita
Roman Seriodkin, 18 anni, soldato di leva in Siberia a digiuno da parecchi giorni, ha ucciso il commilitone che gli bloccava l’accesso alla mensa della caserma, è poi entrato, ha mangiato a sazietà e infine si è tolto la vita. Si tratta del 450° militare suicida quest’anno in Russia (nel 1997 sono stati 487). A settembre, sulla nave missilistica ”Uragan”, ancorata a Poliarnij, una trentina di marinai si chiusero a chiave in cambusa per protestare contro le condizioni di vita cui erano sottoposti e svuotarono le dispense: arrestati, furono messi a pane e acqua. A differenza degli altri cittadini russi, che possono arrangiarsi con secondi lavori saltuari, i militari, privi di tempo libero, devono accontentarsi di ciò che passa la caserma. Il capo del governo, Evgenij Primakov, ha detto di aver racimolato a fatica il miliardo e 400 milioni di rubli (87,5 milioni di dollari) con cui pagherà all’esercito gli stipendi di luglio e agosto.