Gian Piero Del Monte, líUnit 23/10/1998, 23 ottobre 1998
La Nike, per svuotare il magazzino della filiale italiana di Reggio Emilia, ha fatto incenerire 25 mila capi (scarpe, magliette, tute) per un peso complessivo di 500 tonnellate
La Nike, per svuotare il magazzino della filiale italiana di Reggio Emilia, ha fatto incenerire 25 mila capi (scarpe, magliette, tute) per un peso complessivo di 500 tonnellate. Massimo Giunco, responsabile delle relazioni esterne della ditta: "Si trattava di merce fallata. Non possiamo fare una carità pelosa con merce avariata". Il consigliere comunale d’opposizione Marco Eboli (An) ha denunciato al sindaco il comportamento di alcuni dipendenti dell ’Agac (l’azienda pubblica che ha in gestione l’inceneritore), i quali, quando hanno visto scaricare la merce Nike, si sono precipitati a salvare dalle fiamme scarpe e magliette. Il consigliere Eboli: "Si ha notizia che Nike Italia, avendo appreso di tali episodi, avrebbe provveduto, in seguito, a fallare il materiale da smaltire,onde evitarne l’illecito commercio e accaparramento". Giun- co:"Non è affatto vero.Abbiamo mandato all ’inceneritore i capi di campionario o quelli resi perché difettosi.Una scarpa di campionario è bucata appositamente all ’origine, una scarpa resa perché difettosa è magari scollata,inutilizzabile "Perché non fare visionare i capi a qualche associazione benefica?" Non siamo degli sprovveduti, quel materiale non era usabile".