Venanzio Postiglione, Sette 22/10/1998, 22 ottobre 1998
Nel 1482 Leonardo da Vinci preparò il calco di gesso di una statua equestre che il duca di Milano Ludovico il Moro voleva dedicare al padre Francesco Sforza, ma, a causa della guerra contro i francesi, il bronzo che serviva per il cavallo fu usato per i cannoni ed il colosso in gesso di otto metri andò distrutto il 10 settembre 1499
Nel 1482 Leonardo da Vinci preparò il calco di gesso di una statua equestre che il duca di Milano Ludovico il Moro voleva dedicare al padre Francesco Sforza, ma, a causa della guerra contro i francesi, il bronzo che serviva per il cavallo fu usato per i cannoni ed il colosso in gesso di otto metri andò distrutto il 10 settembre 1499. L’americano Charles Dent, un pilota appassionato di Rinascimento, è riuscito a raccogliere 6 milioni di dollari in donazioni (dai 6 dollari dei bambini ai 600 mila degli uomini d’affari) per "dare a Leonardo il suo cavallo". Dent è morto nel ’94, a 77 anni, ma la Fondazione Leonardo da Vinci’s Horse, da lui fondata, dopo aver studiato i disegni e gli schizzi di Leonardo conservati nei Codici di Madrid, ha affidato il più attendibile alla scultrice giapponese Nina Akamu, che ha da poco completato il calco di creta. Il cavallo, entrato nella fonderia di Beacon, a pochi chilometri da New York, sarà diviso in sette parti e portato a Milano dall’Alitalia a giugno. I pezzi saranno messi insieme nell’ippodromo di San Siro per l’inaugurazione del 10 settembre 1999.