Alessandra Farkas, Corriere della Sera 21/10/1998, 21 ottobre 1998
Kimberlee Kramer, attrice, 32 anni, aspetto da ragazzina, stanca di essere relegata a ruoli di secondo piano perché non più giovanissima, ha deciso di cambiare pettinatura,riscrivere il curriculum vitae e falsifica- re i documenti, trasformandosi in Riley Weston, 18 anni, aspirante attrice
Kimberlee Kramer, attrice, 32 anni, aspetto da ragazzina, stanca di essere relegata a ruoli di secondo piano perché non più giovanissima, ha deciso di cambiare pettinatura,riscrivere il curriculum vitae e falsifica- re i documenti, trasformandosi in Riley Weston, 18 anni, aspirante attrice. Tutti gli agenti e le major di Hollywood hanno allora cominciato a chiamarla. La Disney le ha offerto miliardi per recitare in ”Felicity”, una delle serie televisive più popolari d’America. ”Entertainment Weekly”, rivista di spettacolo, le ha dedicato un profilo trionfale. Ma una rivale l’ha smascherata e Kimberlee rischia adesso la rescissione del contratto. Molte altre attrici di Hollywood però solidarizzano: «Ha fatto benissimo, nel cinema dopo i venticinque anni sei considerato un cadavere». Da anni star come Jessica Lange, Meryl Streep e Faye Dunaway si lamentano per la mancanza di ruoli che affligge le attrici ”vecchie” come loro. Ma il problema è ancora più grave in televisione, che negli ultimi tempi, almeno in America, è dominata dalle babystar. «Hollywood è letteralmente ossessionata dagli echo-boomers, i figli dei babyboomers, il gruppo dei consumatori più teledipendente», punta il dito Newsweek. «Passati i trent’anni, i dirigenti hollywoodiani si circondano di ragazzine per paura di perdere il polso della cultura giovanile» aggiunge Kimberlee Kramer.