Marco Valsania, Il Sole-24 Ore, 28/10/1998; Ennio Caretto, Corriere della Sera 28/10/1998, 28 ottobre 1998
Domani, 3 novembre 1998, si vota negli Stati Uniti. Se vinceranno i repubblicani, Clinton sarà messo sotto accusa per l’affare Lewinsky e il prossimo gennaio dovrà dimettersi
Domani, 3 novembre 1998, si vota negli Stati Uniti. Se vinceranno i repubblicani, Clinton sarà messo sotto accusa per l’affare Lewinsky e il prossimo gennaio dovrà dimettersi. In caso contrario, il presidente se la caverà con una censura. Gli ultimi sondaggi dànno i repubblicani al 49% e i democratici, in ripresa, al 47%. Queste percentuali, se rispettate nel voto, sarebbero favorevoli a Clinton. Il presidente ha enfatizzato gli ultimi dati economici (Pil abbondantemente oltre il 3 per cento) e ha invitato gli americani a non disertare le urne: a suo dire, l’astensionismo favorirebbe soprattutto i repubblicani. Si vota per rinnovare integralmente la Camera, un terzo del Senato, eleggere 36 governatori e 46 (su 50) senati di stato. Tra i concorrenti, i due fratelli Bush, figli dell’ex presidente George: il più grande, George Walker, 52 anni, sposato e padre di due gemelle sedicenni, sarebbe il primo governatore della storia eletto per due volte consecutive in Texas; il più piccolo, Jeb, 45 anni, è candidato in Florida e, se sarà eletto (come è probabile), sarà il primo governatore repubblicano di quello stato dopo 130 anni. George Walker è anche un possibile candidato repubblicano alla Casa Bianca per le presidenziali del 2000. La stampa lo ha soprannominato ”W”. Il ”Washington Post” lo considera la prima sfida seria al clintonismo.