Fulvio Milone,La Stampa 27/10/1998; Pasquale Faiella, Il Messaggero 28/10/1998; Antonio Pastore, il manifesto 28/10/1998; Fulvio Milone, La Stampa 29/10/1998; Conchita Sannino, la Repubblica 29/10/1998; Fulvio Bufi, Corriere della Sera 29//10/1998; Fulv, 27 ottobre 1998
In relazione all’episodio di Secondigliano (tre uomini che, nella sala dei colloqui della scuola media Pascoli II, picchiano un docente), gli inquirenti sembrano credere alla versione di alcuni alunni e bidelli: secondo costoro lo scorso 22 ottobre un professore - Cosimo Infante di 52 anni -aveva aspramente rimproverato una bambina, in difesa della quale erano insorti il cuginetto Nunzio di 13 anni e un amico suo
In relazione all’episodio di Secondigliano (tre uomini che, nella sala dei colloqui della scuola media Pascoli II, picchiano un docente), gli inquirenti sembrano credere alla versione di alcuni alunni e bidelli: secondo costoro lo scorso 22 ottobre un professore - Cosimo Infante di 52 anni -aveva aspramente rimproverato una bambina, in difesa della quale erano insorti il cuginetto Nunzio di 13 anni e un amico suo. Infante li avrebbe allora schiaffeggiati. Nunzio, interrogato in quanto «persona informata dei fatti», avrebbe anche detto: «Mi ha pure stretto le mani alla gola» .La stampa ha però parlato per tutta la settimana di «scuola dominata dalla camorra» per il fatto che il tredicenne Nunzio, dopo le sberle, avrebbe estratto un cellulare di finta radica e chiamato i tre per la spedizione punitiva. I tre - i pregiudicati Ciro Cortese e Raffaele Paolo, entrambi di 20 anni, e Giovanni Montemurro di 48 -hanno raccontato la cosa diversamente: Ciro Cortese, fioraio con qualche precedente per contrabbando di sigarette, era andato a prendere le sue due sorelle minori e Nunzio, e aveva trovato i bambini in lacrime. Allora sarebbe entrato a scuola e, nella sala per i colloqui, avrebbe aggredito Infante. Il preside Pirozzi li avrebbe divisi. Montemurro, a sua volta, avendo trovato in lacrime il figlio all’uscita da scuola, avrebbe chiesto all’amico Raffaele Paolo di accompagnarlo dal prof. Infante. Anche questo diverbio sarebbe sfociato in aggressione. I giornali hanno scritto che Nunzio è figlio di un camorrista. Il bambino, intervistato da ”Repubblica”, ha detto: «Mio padre è severo e vuole che studi».