Barbara Saporiti, la Repubblica, 03/11/1998; La Stampa 03/11/1998, 3 novembre 1998
Alcuni studiosi dell’Istituto centrale del restauro di Roma hanno aperto il sarcofago dell’imperatore Federico II (situato nella cattedrale di Palermo, è vicino a quelli del duca di Atene e di Pietro d’Aragona)
Alcuni studiosi dell’Istituto centrale del restauro di Roma hanno aperto il sarcofago dell’imperatore Federico II (situato nella cattedrale di Palermo, è vicino a quelli del duca di Atene e di Pietro d’Aragona). Scopo dell’operazione: studiare nuovi metodi di esplorazione delle tombe antiche, prelevare il Dna per indagare sulle cause del decesso dell’imperatore (secondo alcuni documenti avvenuto nel 1250 per avvelenamento da parte dei suoi usurpatori), verificare l’età al momento della morte. Altri microprelievi consentiranno indagini storiche sulla vita quotidiana del Trecento (dall’alimentazione all’abbigliamento). La principessa Yasmin Aprilis di Lanslebourg Hohenstaufen Hohenzoollern e suo cugino, il principe Alduino di Ventimiglia, discendenti dell’imperatore: « estremamente doloroso che l’’unto di Cristo” abbia dovuto subire lo scempio di una cavia da laboratorio, senza essere confortato dalla presenza dei suoi discendenti alla pietosa apertura del sepolcro».