Guido Ruotolo, il manifesto 05/11/1998, 5 novembre 1998
Carlo Federico Grosso, ex vicepresidente del Csm, a proposito delle conseguenze della riforma del ’97 sui processi di mafia: «L’ultima riforma del 513 era sostanzialmente corretta nel quadro del processo accusatorio
Carlo Federico Grosso, ex vicepresidente del Csm, a proposito delle conseguenze della riforma del ’97 sui processi di mafia: «L’ultima riforma del 513 era sostanzialmente corretta nel quadro del processo accusatorio. Ribadiva che la prova doveva essere formata in dibattimento. Ma il 513 riformato presentava dei vuoti, era andato troppo avanti, peccava per eccesso [...] Era evidente il pericolo che l’imputato di reato connesso poteva essere intimidito, minacciato a non ripetere in aula le dichiarazioni rese in fase di indagini preliminari. Oggettivamente il 513 rischiava di vanificare o di indebolire fortemente le inchieste contro la mafia. Ma il legislatore non se ne è fatto carico».