la Repubblica, 05/11/1998, 5 novembre 1998
Sullo stesso giornale, giovedì 5 novembre la risposta del segretario della Cgil Sergio Cofferati, che si trova d’accordo nelle preoccupazioni sui pericoli della recessione ma sul problema della disoccupazione non trova «né riproducibile né utile l’esperienza americana
Sullo stesso giornale, giovedì 5 novembre la risposta del segretario della Cgil Sergio Cofferati, che si trova d’accordo nelle preoccupazioni sui pericoli della recessione ma sul problema della disoccupazione non trova «né riproducibile né utile l’esperienza americana... perché quel modello di sviluppo ha in sé gli elementi che portano alla creazione di quote consistenti di lavoro povero, senza qualità». Per Cofferati, «se si vuole davvero stimolare la nascita di imprese nelle nuove tecnologie e nei servizi (come è accaduto negli Usa) le priorità evidenti sono due per la vecchia Europa, e ancor di più per la vecchissima Italia e il suo sud: le infrastrutture non come leva keynesiana, ma come condizione decisiva nella costruzione di un ambiente economico e sociale per attrarre investimenti nella società della comunicazione, nella società post-fordista. E la formazione (con l’istruzione e la ricerca) per creare le basi di un offerta forte, in grado anch’essa di rappresentare un vantaggio competitivo».