Alessandro Plateroti, Adriana Cerretelli, Pierangelo Soldavini, Il Sole-24 Ore 11/11/1998; Federico Fubini, il Giornale 11/11/1998; Francesco Manacorda, La Stampa 11/11/1998; Francesco Manacorda, Luigi Grassia, La Stampa 12/11/1998; líUnit 12/11/1998, 11 novembre 1998
Sul regime comunitario d’importazione delle banane è in corso uno scontro tra Stati Uniti e Ue. Fino ad oggi l’Ue ha favorito le importazioni dalle ex colonie, come stabilito dalla Convenzione di Lomè
Sul regime comunitario d’importazione delle banane è in corso uno scontro tra Stati Uniti e Ue. Fino ad oggi l’Ue ha favorito le importazioni dalle ex colonie, come stabilito dalla Convenzione di Lomè. Questo sistema, che sarà in vigore fino alla fine del ’98, è già stato bocciato, su ricorso statunitense, dall’Organizzazione mondiale del commercio (Wto): l’Ue sarà obbligata ad aprire il proprio mercato alle importazioni di banane da Ecuador, Costarica, Colombia, Panama, dove le multinazionali americane (Chiquita e Dole) hanno i loro principali interessi. Gli emendamenti fatti dall’Unione Europea dopo la condanna del Wto non sono giudicati sufficienti dagli Usa, che minacciano di colpire alcuni prodotti europei (superalcolici, vini, biscotti, pasticceria, abbigliamento, elettrodomestici, formaggi, giocattoli, succhi di frutta) con dazi fino al 100 per cento del valore. L’Italia è al secondo posto, dopo la Germania, per il valore delle esportazioni che verrebbero colpite dai dazi: 331,7 milioni di Ecu, più di un quinto del totale, circa 640 miliardi di lire. Jacques Santer, presidente della Commissione europea, a Bill Clinton: «Ci sono argomenti molto più importanti delle nostre differenze sul regime delle banane».