Antonio Polito, la Repubblica 10/11/1998; Fabio Galvano, La Stampa 03/11/1998; William Ward, Panorama 12/11/1998; Alessio Altichieri, Corriere della Sera 09/11/1998, 10 novembre 1998
Tra i ventuno ministri (sedici uomini e cinque donne) del governo Blair, almeno quattro sono gay. A parte il ministro per la Cultura Chris Smith, che da sempre ammette le sue abitudini sessuali (frequenta Buckingham Palace insieme al fidanzato Dorian Jabry), degli altri tre si è saputo solo nelle ultime settimane
Tra i ventuno ministri (sedici uomini e cinque donne) del governo Blair, almeno quattro sono gay. A parte il ministro per la Cultura Chris Smith, che da sempre ammette le sue abitudini sessuali (frequenta Buckingham Palace insieme al fidanzato Dorian Jabry), degli altri tre si è saputo solo nelle ultime settimane. Ron Davies, ministro del Galles, si è dimesso dalla carica dopo aver subìto una rapina, di notte, in un parco di Londra frequentato da omosessuali. Nick Brown, ministro dell’Agricoltura, ha dovuto ammettere di essere gay perché un giornale scandalistico minacciava di pubblicare il racconto dei suoi incontri con un ragazzo-squillo. L’omosessualità di Peter Mendelson, ministro dell’Industria e potente stratega della campagna elettorale di Blair, è stata rivelata da un autorevole commentatore del ”Times” durante una trasmissione della Bbc. Subito dopo, l’emittente inglese ha fatto avere ai suoi giornalisti un comunicato in cui vietava qualsiasi riferimento alla vita privata di Mendelson (ma non a quella degli altri ministri). Il deputato conservatore Lord Tebbit, in una lettera al ”Daily Telegraph”, ha proposto una schedatura dei gay (perlomeno di quelli che ricoprono incarichi istituzionali): «In un mondo in cui persino ai massoni si chiede di identificarsi affinché il pubblico giudichi eventuali scambi di favori, certamente è importante che gli omosessuali in posizione di favorirsi reciprocamente siano ugualmente indicati».