Sul Corriere della Sera del 30/10/98 a pagina 33., 30 ottobre 1998
"Tu non sai come l’Italia, il Re, lo Stato, i Generali, i Ministri, la polizia, i Carabinieri, tutto ciò che rappresentava ufficialmente l’Italia, lo Stato, sono stati ignobili verso noi soldati
"Tu non sai come l’Italia, il Re, lo Stato, i Generali, i Ministri, la polizia, i Carabinieri, tutto ciò che rappresentava ufficialmente l’Italia, lo Stato, sono stati ignobili verso noi soldati. Noi eravamo in trincea, ma il nostro nemico non era là, di fronte a noi: era dietro di noi, alle nostre spalle. Questa porca Italia grassa, stupida, sadica, malvagia, vile... questa sudicia Italia che trattava i suoi soldati come servi, come schiavi, come ignobile genia... Ma il Re era il primo soldato d’Italia, i Generali erano tutti eroi, i loro ufficiali d’ordinanza, i figli di papà, i bastardi, i figli di puttane dei comandi erano coperti di medaglie, e le loro mogli venivano a trovarli a Belluno, a Udine, a Vicenza, a Venezia, e la Duchessa d’Aosta era un’eroina, e Venezia era un bordello, dedicato alla porca Italia dei galloni, delle puttane, dei preti, delle dame della croce rossa. Siamo tornati col cuore marcio di un odio selvaggio verso quella miserabile e vile Italia retorica, regia, aristocratica, burocratica, l’Italia delle vulve, dei genitali, dei galloni, delle tonache, delle sottane, degli stivali, delle corone, l’Italia delle medaglie e delle puttane" (Curzio Malaparte, ”Mamma marcia”).