Mario Reggio, la Repubblica 19/11/1998; r. cri., La Stampa 19/11/1998; Francesca Angeli, il Giornale 19/11/1998; Mario Menghetti, Il Messaggero 19/11/1998., 19 novembre 1998
Secondo il ministro della Difesa Carlo Scognamiglio i valori che portarono all’istituzione del servizio militare obbligatorio sono ormai superati: «Non ci sono ragioni politiche che obblighino a mantenere in piedi la leva
Secondo il ministro della Difesa Carlo Scognamiglio i valori che portarono all’istituzione del servizio militare obbligatorio sono ormai superati: «Non ci sono ragioni politiche che obblighino a mantenere in piedi la leva. L’unico motivo è quello, banale, di natura economica. Il militare è un’imposta che lo Stato chiede ai cittadini in natura e non in denaro. O qualcuno decide che questa imposta verrà sostituita con un’imposta in denaro, cioè si paga quello che è necessario per avere un esercito totalmente volontario, oppure lo Stato dovrà andare avanti in questo modo». Un militare di leva costa 4-5 volte in meno rispetto ad un professionista. L’Italia spende per la propria difesa 30 mila miliardi l’anno, l’1 per cento del prodotto interno lordo. Nel nuovo modello di Difesa c’è una precisa indicazione per la scelta di un esercito di volontari: entro il 2006 i soldati di leva scenderanno da 200 mila a 96 mila, i volontari cresceranno di 54 mila unità (31 mila in ferma breve, 23 mila in ferma prolungata). L’associazione degli ”Obiettori non violenti”: «Dedicare risorse ai nostrani Rambo può significare soltanto diminuire risorse per la Pubblica Istruzione, la Sanità, i servizi sociali».