Gian Piero Milanetti, il Giornale 19/11/1998, 19 novembre 1998
Farsi imbalsamare dai cugini Cesare, Angelo e Massimo Signoracci, tecnici dell’obitorio comunale di Roma ed eredi di una celebre dinastia di imbalsamatori, costa dalle cinquecento mila lire al milione
Farsi imbalsamare dai cugini Cesare, Angelo e Massimo Signoracci, tecnici dell’obitorio comunale di Roma ed eredi di una celebre dinastia di imbalsamatori, costa dalle cinquecento mila lire al milione. I loro genitori hanno imbalsamato quasi 200 salme. Tra queste: Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Faruk, sovrano d’Egitto e Sudan, Antonio Segni, Pietro Nenni, Eugenio Petroselli, Romolo Valli, Paolo Stoppa, Alfredino Rampi. Attualmente si fanno imbalsamare soprattutto gli americani (10-15 casi l’anno). Massimo Signoracci: «Quasi nessun italiano richiede l’imbalsamazione. Da noi non c’è il culto dei morti». Cesare, il più esperto, capotecnico dell’obitorio: «L’imbalsamazione è opera di altissimo artigianato, bisogna esserci portati. Ci vuole amore. A tutti noi Signoracci piace tanto imbalsamare i morti. Servono grande precisione, molta applicazione, profonda conoscenza del corpo umano, rispetto per la salma, pazienza biblica».