Stefano Cingolani, Corriere della Sera 20/11/1998, 20 novembre 1998
William Lowenstein del centro recupero ”Montecristo” di Parigi: «Sto curando un giocatore di rugby che ha conosciuto la cocaina sui battelli da pesca
William Lowenstein del centro recupero ”Montecristo” di Parigi: «Sto curando un giocatore di rugby che ha conosciuto la cocaina sui battelli da pesca. Sì, la pesca al tonno. Lui è basco e i giovani del suo paese prendono tonni d’estate e giocano alla palla ovale d’inverno. Quelle nottate in pieno atlantico, le veglie, la fatica: la coca era la medicina migliore; quella polvere bianca che si trovava ”per caso” nella stiva. Sul campo di rugby aveva una resistenza senza pari; ma un giorno il cuore gli balzò in gola. Il fenomeno si ripeté più volte, finché un compagno non gli suggerì di usare l’eroina, in piccole dosi. Non c’era miglior mezzo per abbassare la tensione e per resistere ai colpi».