Paolo Lingua, La Stampa 23/11/1998; Manlio Di Salvo, Il Messaggero 23/11/1998; Carlo Piano, il Giornale 23/11/1998; Alessandra Baduel, líUnit 23/11/1998; Ava Zunino, la Repubblica 23/11/1998; A.C., Corriere della Sera 24/11/1998; Paolo Lingua, 23 novembre 1998
Don Andrea Gallo, 70 anni, fondatore e animatore da quasi trent’anni della Comunità di San Benedetto al Porto a Genova, soprannominato ”il prete rosso” per le sue idee giudicate troppo progressiste, ha rivelato di aver fatto abortire, con l’aiuto di un amico medico, quattro giovani prostitute albanesi: «Abbiamo raccolto, in tempi diversi, queste povere ragazze, tutte minorenni, alcune poco più che bambine, raggomitolate sui marciapiedi, buttate là come stracci, affamate, disperate, senza documenti
Don Andrea Gallo, 70 anni, fondatore e animatore da quasi trent’anni della Comunità di San Benedetto al Porto a Genova, soprannominato ”il prete rosso” per le sue idee giudicate troppo progressiste, ha rivelato di aver fatto abortire, con l’aiuto di un amico medico, quattro giovani prostitute albanesi: «Abbiamo raccolto, in tempi diversi, queste povere ragazze, tutte minorenni, alcune poco più che bambine, raggomitolate sui marciapiedi, buttate là come stracci, affamate, disperate, senza documenti. Molte avevano già emorragie, infezioni. Io lo ripeto: sono nettamente contrario all’aborto. Abbiamo cercato di convincerle a tenere i bambini, promettendo aiuti e assistenza. Loro dicevano di no, disperate. Ci sono ragazze che vengono fatte abortire dai loro protettori a calci nella pancia. L’ultima scelta spetta alle madri. Quando ci siamo resi conto che loro volevano abortire a tutti i costi, io ci ho pensato su un po’ e poi mi sono convinto che era meglio farlo in un ospedale, piuttosto che in un tugurio o su un marciapiede a calci e bastonate».