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 1998  novembre 26 Giovedì calendario

A. P., restauratrice di Lucca, nel 1983, lucidando un mobile di un antiquario francese, ebbe un’improvvisa asfissia (clinicamente mai spiegata) ed entrò in coma

A. P., restauratrice di Lucca, nel 1983, lucidando un mobile di un antiquario francese, ebbe un’improvvisa asfissia (clinicamente mai spiegata) ed entrò in coma. Si svegliò venti giorni dopo. Da allora non è più invecchiata (o quasi): ormai ha 46 anni, eppure ne dimostra una trentina: «Da quando mi sono ripresa ho avuto la sensazione precisa che non mi ha più abbandonata, quella di essermi fermata». Il caso è raro ma non impossibile: si conoscono suore, specialmente di clausura, con la pelle del volto bianca, rosa e liscia come nella prima giovinezza, forse a causa del particolare stile di vita, irripetibile in altri luoghi (il coma può avere rallentato il metabolismo, come accade per gli animali in letargo, che consumano pochissime energie). Tra i medici c’è grande curiosità, alcuni parlano di «giovanilismo», altri di «fortuna genetica», altri ancora di vita senza stress, senza vizi e con una dieta alimentare perfettamente equilibrata. Corrado Guidi, gerontologo: « possibile che alcune persone mantengano un aspetto più giovanile di altre della stessa età, ma non per questo si può affermare che il loro orologio biologico si sia fermato». Francesco Antonini, uno dei maestri della geriatria in Italia: «Vorrei vederla, conoscerla, toccarla. Dentro la coscienza dell’uomo c’è sempre stato il desiderio di un sonno prolungato, come rimanere nel ghiaccio e poi ritrovarsi ancora giovane: a volte la forza della psiche può sostituire il sogno, il sonno e il desiderio, trasferendoli nella realtà». La donna è stata invitata dal gerontologo Bernabei del Gemelli a Roma per i suoi studi sui meccanismi dell’invecchiamento: «Forse siamo di fronte a un invecchiamento ritardato invece che accelerato. Un caso del genere non si è mai visto». A. P.: «Non ho mai voluto condividere il mio segreto col grande pubblico per non diventare un ”caso”, un animale da zoo... Quel ”giovanilismo” o ”infantilismo” che a molta gente sembra un inno alla vita, per me è invece una paralisi. Non condivido coloro che vedono nella protrazione della vita o nel ritardo della vecchiaia un’automatica occasione di arricchimento, una conferma di un benessere. Vedermi sempre giovane mentre cresco dentro è per me una condanna... La mia storia non porta felicità, ma solo sgomento».